E se ti dico “amore mio”,
io ti sto mentendo,…
e spudoratamente,
senza nessuna vergogna,
senza nessun rimpianto o senso di colpa,

perché dico solo questo, in realtà,

“poiché tu esisti,
il mio amore esiste,
è lì con Te”.
E siccome so di mentire,
penso che dovrei solo dirti
“amore tuo”, poiché è tuo il mio.

chiamalo se vuoi…amare

8 giugno 2014

…la ragione interroga se stessa, per poi non trovare nessuna risposta, separa, divide, seziona, scinde per poi ricomporre un nuovo quadro, una nuova immagine. Ma altrove, in sé, c’è sempre qualcosa che trascende il quadro, tracima dagli argini, un grumo segreto, un agire silenzioso, uno schiavo senza padrone, una volontà senza volere, un dare senza avere, un andare senza sentieri…

Nessuno può darti quello che non ha. Solo tu puoi darti quello che realmente vuoi: te stesso. Accettati, scopriti; prima o poi arriverà la fine dell’inquietudine che ti punge l’animo, e i giorni saranno di vento, leggeri come il ricordo. Non sperare in nulla, non aver paura. Tutto scorre.

Angst

3 giugno 2014

Buio pesto,
nella notte bianca.
Sola è l’ansia,
sola con l’io,
rannicchiato
in un angolo
dove il mattino
è lontanissimo.

Chico Buarque

1 giugno 2014

«Il mio amore
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
E che mi fa impazzire
Quando mi bacia sulla bocca
La mia pelle diventa ipersensibile
E mi bacia con calma e a fondo
Fino a che è la mia anima a sentirsi baciata
Il mio amore
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
Che rapisce i miei sensi
Penetra le mie orecchie
Con tanti segreti
Belli e indecenti
Poi scherza con me
Inizia a ridere dal mio ombelico
E mi conficca i denti nella carne
Io sono la sua bambina, lo sai?
Lui è il mio ragazzo
Il mio corpo è la testimonianza
Dal bene che lui mi fa
Il mio amore
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
Che mi fa impazzire
Quando mi accarezza la nuca
E quasi mi ferisce
Con la sua barba incolta
E quando mette le cosce
Tra le mie cosce
Quando si sdraia
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
Di girarmi intorno
Di baciare i miei seni
Di baciare il mio ventre
Di lasciarmi calda come la brace
Usa il mio corpo
Come se il mio corpo
Fosse la sua casa
Io sono la sua bambina, lo sai?
Lui è il mio ragazzo
Il mio corpo è la testimonianza
Dal bene che lui mi fa».

Chico Buarque, poeta, scrittore, commediografo e cantante brasiliano ((Rio de Janeiro, 19 giugno 1944)

libertà

1 giugno 2014

“Era completamente solo, e non capiva come gli fosse successo. Come mai ci fosse un dolore di nome Connie al centro della sua vita.”

(Jonathan Franzen – Libertà)

non ragiono

30 maggio 2014

Non ragiono. Su te, non ragiono;

perché a ragionarci su, lascerei perdere,

lascerei che mi prenda la vita,

mi trascini nei suoi angoli,

dura come pietra. Eppure i miei occhi,

gli occhi d’un muto, parlano più della bocca,

sciorinano colate di parole irte e dispettose

come le movenze di un gatto

nella stagione degli amori.

Non ragiono, lo sai, se mi stai d’innanzi,

come una chiave appesa ai calzoni

di una guardia, per un prigioniero.

E talvolta ragiono, ragiono eccome,

di libertà, di volontà, fuga,

fuggire da te, penso

e penso che sia l’unica strada,

ma la libertà è una conquista, ardua come una solitudine secca,

senz’acqua né pane, né cielo in cui possa specchiarsi un mare,

un cielo chiaro la tua pelle, chiara, che si specchia

negli occhi di un mezzo cieco, un cieco che vede a metà

se stesso, e l’altra metà resta abbagliata, naufragata.

Concepire il silenzio

25 maggio 2014

A concepire il silenzio sono stati tutti i suoni del mondo. A romperne uno solo sarà l’udirne il suono, oltremodo profondo, sommerso dalle altre parole, quelle di chi ama ascoltare se stesso e non riesce a capire cosa nasconde un silenzio. Ci sono cose che non si possono dire sempre e solo con le parole.

Tu piccolo mondo

16 aprile 2014

Ho dimenticato tutto e tutti per te, ti ho eletta a mio piccolo ed esclusivo mondo. E adesso? Dimentico persino cosa sono, chi sono e sono stato.

Un niente può ferirmi, perché desidero ciò che mai potrà essere mio, forse è proprio questo desiderarti anche quando sei con me, è segno o sintomo di qualcosa. E la precarietà è il sottofondo di ogni nostra giornata. Tento, a volte, di tapparmi le orecchie, di tapparle con il mio amore per non sentirlo, mi illudo, dicendomi che amo, che faccio tutto ciò che posso. Ma poi, quel maledetto sottofondo, mi ripete: ” Non basterà, non servirà, … Non è mai stato così e mai lo sarà”. E allora la stanchezza si fa strada e vorrei distendermi sull’asfalto, nel mezzo della strada o in un campo isolato e lasciare che tutto sia, dimenticarti e dire che tutto questo è solo un sogno e che mi risveglierò, prima o poi, senza di te, come se tu non fossi mai esistita. Ma tu esisti, e se un giorno dovesse accadere di svegliarmi senza te, sarebbe un giorno diverso da tutti gli altri che ho vissuto e tu esisterai, continuerai ad esistere mentre io non so se esisterò più fuori da te che sei diventata il mio piccolo ed incerto mondo.

Presentimento

15 aprile 2014

Ho un funesto presentimento e vorrei sapere cosa riserva il futuro…forse perché adesso ho paura che tutti questi mesi vadano in fumo, che il destino stia preparando la fine, lenta, di qualcosa che aspettavo da una vita e nessuno sa quanto,…e come terribilmente atterrito, l’animo è tormentato.

14 aprile 2014

La parola, brevità di un respiro; l’agire, pulsare d’un battito all’altro, di goccia ad altra goccia, sangue generante altro sangue, catena che dura un corpo e un’anima interi.

14 aprile 2014

Forse che l’Immutabile
possa essere incalzato

e agguantato dalla notte
che, desta,

veglia,

indossando un vestito rosso, il capo coperto

da un nero cappello,
gli occhi spalancati,

attenta a sorvegliarsi le spalle e il petto

affinché non le tiri calci e allunghi sgambetti?

14 aprile 2014

Non aspettarsi nulla, non voler essere nulla, non farsi domande: essere semplicemente. È questa forse l’unica beatitudine concessa.

14 aprile 2014

Nonostante io stesso non possa oppormi al destino che è imprevedibile, esso stesso, a sua volta, non può mutare o spazzare via ciò che è al centro del mio essere, il nucleo pulsante e irriducibile di quel che sono e che sento profondamente.

Domande e riposte.

21 marzo 2014

Farsi troppe domande forse serve solo a rimandare delle risposte, quelle risposte che solo tu ti puoi dare. Si è liberi veramente solo quando si è capaci di darsi tali risposte. Liberi vuol dire bastare a se stessi, liberi vuol dire avere una sola paura: quella di perdere se stessi.

Facce

13 marzo 2014

Un’onesta e innata debolezza è la sincerità; volontà e presunzione di forza, la menzogna, cecità dell’indifferenza.
Al di sopra di esse, il Destino.

No questions

12 marzo 2014

Non farsi domande. Questo è il modo per superare l’insensatezza della vita. Il perché inizino o finiscano certe cose, non ha necessariamente una logica. L’errore è vivere costantemente cercando di dare una spiegazione a tutto. Il Mondo, l’Essente, esiste comunque, indipendentemente da noi e dunque a che scopo farsi tante domande?

p.v.t.

5 marzo 2014

Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest’abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l’ultima, ma tu dici stasera, adesso, non è già l’ultima? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l’amore è niente di più, sei tu che confondi l’amore con la vita.
(Pier Vittorio Tondelli)

Dire è celare.

5 marzo 2014

A volte diciamo parole solo per dire il silenzio che sta dietro di esse e il significato di quello è solo ciò che vorremmo dire o che pensiamo realmente, nel profondo: l’essenziale che si cela dietro, la Verità. Parlare è celare ciò che si manifesta nel silenzio.

Primultimità

27 febbraio 2014

Tutto è nell’inizio, quello che sì è proviene da lì e non si può che andare alla ricerca dell’origine per cambiare o per divenire se stessi ed essere completi e non angeli con un’ala sola.