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18 settembre 2014

“Jeder Engel ist schrecklich.” (R.M. Rilke, Die zweite Elegie, Duineser Elegien)

 

Zhenia

Die Augen der Engel Zhenia

Oggi, stamattina, dopo una notte insonne, dopo propositi di dirle che se vuole lasciarmi, se non mi ama, può anche farlo. Ma sono stato come al solito inconcludente. Quando l’ho vista, la notte di pensieri, di angosce, di paure, si è dissolta di fronte a lei, quella fitta nube si tramutata in aria tersa come era all’inizio del mondo. Tutto perché, dopo pochi lunghi giorni che non la vedevo, oggi, in questa mattina umida e piovosa, mi è sembrato di vederla per la prima volta, di scoprirla, di meravigliarmi di lei, di accorgermi per la prima volta e di nuovo della sua bellezza, la vedevo timida e discreta, nella sua istintiva ritrosia, nel suo imbarazzo, pudore, nel suo nascondersi, schiva, nei suoi capelli, al mio sguardo, guardando dinnanzi a sé.

Vedendola allontanarsi, dopo i brevi minuti, troppo brevi per essere veri, per sembrare reali e permanenti, volatili come nuvole, con i suoi lungi capelli che ondeggiavano e la sua mano che ogni tanto alzava con un gesto quasi impercettibile nel salutarmi, ho capito quanto io sia impotente di fronte a lei, quanto lei sia forte, invincibile, terribile, ho capito quanto amo, di un amore marmoreo e agghiacciante, e al tempo stesso dolce e disperato, quella donna che si allontanava da me, forse per secoli, per millenni, per istanti innumerevoli e interminabili, allora ho capito quanto l’amo, l’amo e la desidero come nessun’altra donna ho mai desiderato o amata.

Cosa vuol dire ogni notte per un uomo dormire da solo? Tu sai cosa vuol dire?… Non sai. Non sai che per sfuggire a questa lunga lunga notte solitaria un uomo è costretto a sfuggirle con l’insonnia? Sfuggire ad un letto freddo, ai propri pensieri, all’assenza di un mattino in cui poter dire buongiorno ad un’anima che gli è stata distesa accanto col proprio corpo con la propria singolare vita. Ora la notte non è ancora trascorsa per questo sono qui che bevo, per far passare questa lunga lunga notte e arrivi il tardo mattino della solitudine. Voglio che passi presto questa notte come tutte le notti come questa notte senza te. Dimenticare me stesso. E dormire senza svegliarsi senza te.  Per una infinità di notti vorrei non far sì che arrivi giorno senza te. A che cosa serve un amore sterile? Ho paura, paura di restare solo stanotte.

1 settembre 2014

perché mi rendi tutto così difficile?

1 settembre 2014

voglia di tornare a casa

Si è sempre soli con i propri ricordi. Loro sempre giovani, eppure, se di essi nulla rimane, è in un attimo d’incoscienza, un bagliore di pazzia e ribellione, una speranza indomita dai circoli viziosi, dal fatalismo o dalla noia, dalla ripetizione, dalla polvere degli anni, che si risolleveranno come chi non è mai stato via, come chi non è mai partito come se il tempo non sia mai passato.

«SCIPIONE: E come dev’essere immonda la tua solitudine!
CALIGOLA: (esplodendo di rabbia, si getta su di lui, l’afferra per il collo e lo scuote) La solitudine, sì, la solitudine! La conosci tu la solitudine? Sì, quella dei poeti e degli impotenti. La solitudine? Quale solitudine? Ma non lo sai che non si è mai soli? E che dovunque ci portiamo addosso tutto il peso del nostro passato e anche quello del nostro futuro? Tutti quelli che abbiamo ucciso sono sempre con noi. E fossero solo loro, poco male. Ma ci sono anche quelli che abbiamo amato, quelli che non abbiamo amato e ci hanno amato, il rimpianto, il desiderio, il disincanto e la dolcezza, le puttane e la banda degli dei! (lo lascia e torna al proprio posto) Solo! Ah, se soltanto potessi godere la vera solitudine, non questa mia solitudine infestata di fantasmi, ma quella vera, fatta di silenzio e tremore d’alberi — sentire tutta l’ebbrezza del flusso del mio cuore. (Seduto, colto da una stanchezza improvvisa) La solitudine! Ma no, Scipione. La solitudine risuona di denti che stridono, chiasso, lamenti perduti».

sprazzi

24 agosto 2014

«Per lui l’amore non era un prolungamento della sua vita pubblica bensì il suo polo opposto.
Significava per lui il desiderio di darsi in balìa dell’altro. Chi si dà all’altro come un soldato si dà prigioniero, deve prima consegnare tutte le armi. È così privato di ogni difesa, non può fare a meno di chiedersi quando arriverà il colpo. Posso dunque affermare che per Franz l’amore era una continua attesa di un colpo imminente».

Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

“Forse quel giorno, l’uno di fronte all’altro, lui, come questa sera che mi ha visto scostare i tuoi capelli dalla tua guancia, accanto a te seduta a fumare e io in piedi silenzioso, nei miei occhi, nei miei sguardi, nei miei gesti, rivedrà se stesso”.

“E’ buono il mio sangue? Mi chiedevi mentre ti baciavo. Non prendo il tuo sangue, non lo voglio, dissi, ne prendo il calore, che rimane, e poi, fredde, cosa sarebbero le tue labbra senza il loro tepore, senza il tuo sangue, come tu dici? Il disegno, la linea delle tue labbra…”.

“Prima di salutarti, mi hai chiesto perché mi fa male ogni volta il distacco, perché non posso stare lontano da te anche un solo giorno. Perché il tuo viso, nudo, i tuoi occhi mobili, le tue guance fresche, sono lì come il paradiso in cui l’unico angelo, il mio unico angelo, sei tu. Senza te l’inferno spalanca le sue porte”.

 

 

 

 

Il Grande Silenzio

23 agosto 2014

Non si può cancellare il passato, magari puoi conviverci facendo finta di aver dimenticato, ma è solo una mera illusione. Non si possono dimenticare certe cose. Ancor di più è difficile lottare col passato dell’altro, farsi accettare, immaginare il presente come una tabula rasa, come una storia da riscrivere dall’inizio senza preamboli, senza antefatti, negando che ci siano delle barriere insormontabili. Nessun posto è così lontano da poter fuggire il passato, e l’oblio è pura utopia. Ed io sono stanco di lottare, contro il mio, contro il tuo. E sogno di fughe sulle sponde del Pacifico, un mare di un turchese perlaceo, un orizzonte per dimenticare, per dimenticare me stesso e perdermi. Eppure queste mie parole innalzano l’urlo della mia stessa contraddizione. L’inganno delle stesse mie parole, che non vogliono lasciare il posto all’azzardo della pura azione. Forse è il silenzio, il lungo silenzio quello che annuncia il vero agire, la rivoluzione, il silenzio è prima della deflagrazione, prima della distruzione e della riedificazione, prima di tutto viene un profondo, interminabile silenzio come prima della creazione, prima dell’enorme esplosione del cosmo. Devo tacere, devo fuggire, devo essere quello che non sono e tacere, tacere prima di tutto il resto.

 

 

Quella notte d’agosto, quel giorno, quel freddo, penetrò fino al cuore…

 

cortazar-rayuela-2

Cielo – Julio Cortázar


Tocco la tua bocca, con un dito tocco l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide esattamente con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano disegna.

Mi guardi, mi guardi da vicino, ogni volta più vicino e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi ingrandiscono, si avvicinano fra loro, si sovrappongono e i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano tepidamente, mordendosi con le labbra, appoggiando appena la lingua sui denti, giocando nei loro recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio. Allora le mie mani cercano di affondare nei tuoi capelli, carezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore è dolce, se soffochiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo del respiro, questa istantanea morte è bella. E c’è una sola saliva e un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.

(pag.42)

JC

20 agosto 2014

“Sentì una specie tenerezza astiosa, qualcosa di così contraddittorio che non poteva essere altro che la verità”. (Il gioco del mondo (Rayuela) – Julio Cortázar)

«…l’unico gesto giusto, che fa centro – quello di cui gli arcieri Zen dicono:” Un colpo – una vita”. In un tale colpo, arco, freccia, bersaglio e Io si intrecciano in modo che non è possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell’arciere e il bersaglio da colpire è l’arciere stesso».

( Copertina de “Lo Zen e il tiro con l’arco” – Eugen Herrigel)

«…il tiratore e il bersaglio non sono più due cose contrapposte, ma una sola realtà». (Dall’Introduzione di Daisez T. Suzuki)

Qualcuno si chiede, molti si sono chiesti:

“Quando è vero amore?”.

Me lo sono chiesto anch’io, almeno un migliaio di volte, ma forse di più di un migliaio.

L’unica risposta che posso darmi è questa: NON LO SO.

Tuttavia sarebbe riduttivo rispondere così.

Il fatto è che non ha senso chiedersi quando un amore sia vero amore oppure no, poiché il concetto, il linguaggio, il pensiero, le definizioni, esulano dal “vivere l’amore”, tendono all’astrazione.

E poi “aut-aut” ossia: un amore è vero oppure non lo è affatto. Ma nonostante ciò è difficile dire cosa sia l’amore così come lo è del vivere; entrambi ci sfuggono allo stesso modo quando cerchiamo di definirli.

L’amore è tante cose; è questo che lo rende un mistero, un mistero in atto, vissuto: quando ci siamo dentro non possiamo riconoscerlo. Ma paradossalmente è proprio questo che lo rende autentico: viverlo.

Così come potremmo nuotare nel mare senza sapere cosa esso sia, quando amiamo, non sappiamo cosa sia l’amore. Forse, nei momenti di solitudine o quando siamo semplicemente lontani dalla persona che amiamo, qualche volta ci capita di interrogarci sulla sua natura. In quel momento ci sentiamo forti del nostro buon senso, del nostro distacco critico – se così si può dire – ci illudiamo che si possa definire con certezza qualcosa staccandosene, distanziandosene – con la presunzione di chi osserva un uomo passeggiare sui carboni ardenti, che non si azzarderebbe mai però a provarci al suo posto, e dice tronfio “quell’uomo è un ciarlatano” – pensiamo di riuscire ad analizzarlo osservandolo dal di fuori, nell’essere altro da esso. Ma è solo una orgogliosa illusione.

Io non so che cosa sia l’amore, non l’ho mai saputo, ma, nonostante ciò, da esso provengono atti, pensieri, sogni e un’infinità di altre manifestazioni che nascono più da un meccanismo che ha a che fare con l’intuizione che con la riflessione. È un’epifania, qualcosa di miracoloso.

Se ami, ami; lo fai e basta, lo sai e basta.

Per questo non so che cosa sia l’amore, proprio non lo so. Eppure ci sto dentro, e non so cosa sia. So dargli solo un nome, quel nome per cui posso solo dire alla persona che lo porta: “I love because you exist”.

10 agosto 2014

Julio Cortázar

 

” Non ti ho mai portata da Madame Léonie a farti leggere la mano, forse avevo paura che scorgesse nella tua mano qualche verità su di me, perché sei sempre stata un terribile specchio, una spaventosa macchina di ripetizioni, e ciò che chiamavamo amarci forse fu che io ero in piedi davanti a te, con un fiore giallo in mano, e tu reggevi due candele verdi e il tempo soffiava contro i nostri volti una lenta pioggia di rinunce e addii e biglietti di metrò.”

 

” E bada che ci conoscevamo appena e già la vita ordiva quanto era necessario per farci allontanare minuziosamente. “

 

Il gioco del mondo (Rayuela) – Julio Cortázar

sintomi

7 agosto 2014

E’ la capacità di attendere che si perde quando non si ama più.

7 agosto 2014

E se ti dico “amore mio”,
io ti sto mentendo,…
e spudoratamente,
senza nessuna vergogna,
senza nessun rimpianto o senso di colpa,

perché dico solo questo, in realtà,

“poiché tu esisti,
il mio amore esiste,
è lì con Te”.
E siccome so di mentire,
penso che dovrei solo dirti
“amore tuo”, poiché è tuo il mio.

chiamalo se vuoi…amare

8 giugno 2014

…la ragione interroga se stessa, per poi non trovare nessuna risposta, separa, divide, seziona, scinde per poi ricomporre un nuovo quadro, una nuova immagine. Ma altrove, in sé, c’è sempre qualcosa che trascende il quadro, tracima dagli argini, un grumo segreto, un agire silenzioso, uno schiavo senza padrone, una volontà senza volere, un dare senza avere, un andare senza sentieri…

Nessuno può darti quello che non ha. Solo tu puoi darti quello che realmente vuoi: te stesso. Accettati, scopriti; prima o poi arriverà la fine dell’inquietudine che ti punge l’animo, e i giorni saranno di vento, leggeri come il ricordo. Non sperare in nulla, non aver paura. Tutto scorre.

Angst

3 giugno 2014

Buio pesto,
nella notte bianca.
Sola è l’ansia,
sola con l’io,
rannicchiato
in un angolo
dove il mattino
è lontanissimo.

Chico Buarque

1 giugno 2014

«Il mio amore
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
E che mi fa impazzire
Quando mi bacia sulla bocca
La mia pelle diventa ipersensibile
E mi bacia con calma e a fondo
Fino a che è la mia anima a sentirsi baciata
Il mio amore
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
Che rapisce i miei sensi
Penetra le mie orecchie
Con tanti segreti
Belli e indecenti
Poi scherza con me
Inizia a ridere dal mio ombelico
E mi conficca i denti nella carne
Io sono la sua bambina, lo sai?
Lui è il mio ragazzo
Il mio corpo è la testimonianza
Dal bene che lui mi fa
Il mio amore
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
Che mi fa impazzire
Quando mi accarezza la nuca
E quasi mi ferisce
Con la sua barba incolta
E quando mette le cosce
Tra le mie cosce
Quando si sdraia
Ha un modo di fare pacato, che è solo suo
Di girarmi intorno
Di baciare i miei seni
Di baciare il mio ventre
Di lasciarmi calda come la brace
Usa il mio corpo
Come se il mio corpo
Fosse la sua casa
Io sono la sua bambina, lo sai?
Lui è il mio ragazzo
Il mio corpo è la testimonianza
Dal bene che lui mi fa».

Chico Buarque, poeta, scrittore, commediografo e cantante brasiliano ((Rio de Janeiro, 19 giugno 1944)