Prima che sia notte.

26 giugno 2011

Prima che sia notte,

la risacca muta

annegherà un fiore giallo

già appassito

come meriggio trascorso.

Si condenserà la rugiada

in rabbia al mattino:

sarà una smorfia,

argentea scintilla

d’un raggio riflesso

da luna remota

ad illuminare il tuo volto

e il mio distratto.

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Svegliami

21 giugno 2011

“Io sono perso sono confuso
Tu fammi posto allarga le braccia”

Sono stanco.

21 giugno 2011

Sono stanco di desiderare, sono stanco di questo fottuto cuore che pompa solo un succo inutile, sono stanco della testa scoccata dal corpo come un proiettile e sono stanco del tuo volteggiare…sono stanco della mia mente inerme, sono stanco degli occhi che non vedono altro che te, sono stanco di sentire il petto e la mia vita schiacciate sotto questo infinito sospiro che dura dal mattino alle sera e le notti e i giorni con o senza vederti. Sono stanco di te e ti cercherei fino al punto di prosciugarmi, rinsecchirmi, scomparire come la materia in un buco nero. Sono stanco di soffrire per nulla. Sono stanco…oggi, come ieri, come mai…sono stanco sono stanco di non poterti gridare che mi fai morire, mi fai morire e non ne posso più di questo silenzio…sono stanco sono stanco sono stanco……

Un giorno che ti vedo.

20 giugno 2011

E sei arrivata stamattina che non ti aspettavo così bella con la tua maglia verde e i tuoi occhi il pizzo a incorniciare i tuoi seni e il tuo lucidalabbra a mostrare in sottofondo il tuo colore la tua chiarezza e i tuoi fianchi il tuo ventre i tuoi piedi nudi i tuoi capelli la tua frangia che hai accorciato da sola mi è mancato il respiro quando ti ho vista così bella all’improvviso in un giornata che già dal mattino sembrava annoiata, noia fattasi tempo sono stato molte volte lì lì per abbracciarti per dirti non andare via e sono stato sul punto di unire le mie labbra alle tue mentre dicevi ci vediamo domani e domani non vorrei vederti se c’è anche lui perché ti si illuminano gli occhi al vederlo e io sono in ombra un’ombra che brucia ogni volta che siete vicini e non hai ancora aperto quel messaggio non mi hai letto e non so se lo farai mai dici che  passi tutto il tempo con lui tutto il tempo a parlare di cosa fanno cosa fa lui quando tornerà e io con te oggi a fumare hai voluto farmi compagnia ed era meglio che andassi cosicché non bevessi parole dai tuoi occhi occhi che mi fanno del male dico dico ma non dico nulla se è a te che non parlo e mi scoppia qualcosa nel petto e rimane piantato così come un eterno sterile sentire

Svelamento.

20 giugno 2011

Vorrebbe squarciare il petto quest’urlo, si, vorrebbe risuonare fino all’azzurro del cielo, fino al verde dei suoi occhi…

Gemito

20 giugno 2011

Desidera il petto

questo gemito racchiuso

nella mano che ignara lo stringe

e ne tende il silenzioso fluire

scagliar con esso se stesso

in un urlo azzurro

al caldo e verde mattino

disteso di donna

dal bruno guardare

dall’ombra distante

suscitarne l’oblio.

Il mio occhio ha fatto la parte del pittore e tracciato

La forma della tua bellezza sulla tavoletta del mio cuore.

Il mio corpo è la cornice in cui è tenuta,

e, fatta in prospettiva, è la migliore arte del pittore,

poiché con l’occhio del pittore devi vederne la maestrìa

per scoprire dove stia la tua fedele immagine dipinta

che è sempre appesa nella bottega del mio petto,

le cui finestre sono invetriate dai tuoi occhi.

Ora vedi che bei servigi gli occhi ha reso agli occhi:

i miei hanno ritratto al tua figura, e i tuoi per me

sono finestre nel mio petto, attraverso cui il sole

si diletta a sbirciare, per ammirar là dentro te.

Ma agli occhi manca la scaltrezza che ne aggrazi l’arte:

ritraggono solo ciò che vedono, non conoscono il cuore.

Ho bisogno di te.

20 giugno 2011

Di te ho bisogno

per stancarmi, sfiancarmi,

estenuarmi, prosciugarmi,

sminuirmi, offurscarmi,

non sentirmi più

ho bisogno di te

dentro

per dimenticarmi

di te

 

 

– Esistere è esistere in relazione? –

 

 

– “E’ lì che andiamo…” disse indicando… –

 

– Com’era bella stamattina, sorriso sulle labbra, coda di cavallo, gli occhi verdi di fronte a me vicinissimi, la sua pelle vicina, quella del suo viso, bianca e lucida –

“Che gli elementi della terra mi avvolgano, sarò sempre più granitico. La mia faccia dirotterà la pioggia come le pietre”.

Solo un sogno…

18 giugno 2011

Potersi risvegliare un mattino con un sorriso sulla faccia e il tuo sogno con te nel tuo letto…e poter dire: “No…non era solo un sogno!”

Frammento 94

18 giugno 2011

Tramontata è la luna

e le Pleiadi a mezzo della notte ;

anche giovinezza già dilegua ,

e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l’anima mia Eros,

come vento sul monte

che irrompe entro le querce;

e scioglie le membra e le agita,

dolce amara indomabile belva.

Ma a me non ape, non miele;

e soffro e desidero.

(Saffo – fr. 94)


Acqua di giugno.

15 giugno 2011

Se la curva del vento

non alza più ricordi

al di sopra del cielo

Se in un sole di giugno,

in rugiada,

l’essenza dei giorni

evapora in raggi

crudeli e scompare

Ritorni inattesa

a irrorare la mia terra.

Lasciarti.

14 giugno 2011

 

 

“La mia vita è tua anche quando non ci sei

ed in mille occasioni sprofondarmi vorrei.” (Ivan Graziani)

 

 

Ogni volta, lasciarti, anche per poco, anche per un secondo, una vita, vorrei che tu mi dica: ” Resto con te…ancora…”.

Ogni volta che devi andare via, si affacciano agli occhi… come galeotti alle sbarre…lacrime…

L’inconoscibile. (R.B.)

13 giugno 2011

“Rovesciamento: «Non riesco a capirti» vuol dire: «Non saprò mai che cosa pensi veramente di me». Non posso decifrare te perché non so come tu decifri me.” (Roland Barthes)

Scrivo…

12 giugno 2011

Scrivo forse per chi non leggerà mai profondamente e non prenderà mai sul serio quello che scrivo come io prendo sul serio chi voglio che legga quello che scrivo.

Serenata in tua assenza.

12 giugno 2011

Aggrappato alla sospesa traccia

del tuo non sguardo

scongiuro l’abbraccio

che riaddolcisca lo stridio

di pioggia

nell’immota ‘indifferenza

dei tuoi occhi.

Sui sentieri la notte incide

solchi di respiri oscuri,

pensieri battenti di ingiurie

e ricordi

nostalgici steli

sradicati dal tempo.

12 giugno 2011

Chissà cosa pensi veramente di me…

Gelosia

12 giugno 2011

Ti sei illuminata

alla sua immagine

e come una bambina

cantavi

ed io un’ombra

di quercia in fiamme

che ha lacrime di resina

e fibre ascendenti

in schioppi al cielo

serrate le mie mute parole

mute penetrano nella terra

come sterili radici.

Ossessione

11 giugno 2011

“Musset non ha mai separato la poesia dalle sensazioni che essa completa. La musica, secondo lui, è stata fatta per le serenate, la pittura per i ritratti, e la poesia per le consolazioni del cuore. Quando si vuole mettere così il sole nei propri calzoni, ci si brucia i calzoni, e si piscia sul sole. E’ quello che è successo a lui.” (Gustave Flaubert a Louise Colet)

Una nuova ossessione mi schianta nel baratro della notte oscura, una nuova ossessione dagli occhi verdi. E oggi l’Angelo è arrivato nuovamente; rivolgendo il suo sguardo verso di me, ha riso delle mie pazze lamentele, della mia infantile egocentria, della mia incosciente schiavitù, delle bizzarrie del ventre, delle immagini che nascono dalla carne (non viceversa come scrive Flaubert: ” L’idea è passata nella carne dove rimane sterile, e la carne perisce “).