Ossessione

11 giugno 2011

“Musset non ha mai separato la poesia dalle sensazioni che essa completa. La musica, secondo lui, è stata fatta per le serenate, la pittura per i ritratti, e la poesia per le consolazioni del cuore. Quando si vuole mettere così il sole nei propri calzoni, ci si brucia i calzoni, e si piscia sul sole. E’ quello che è successo a lui.” (Gustave Flaubert a Louise Colet)

Una nuova ossessione mi schianta nel baratro della notte oscura, una nuova ossessione dagli occhi verdi. E oggi l’Angelo è arrivato nuovamente; rivolgendo il suo sguardo verso di me, ha riso delle mie pazze lamentele, della mia infantile egocentria, della mia incosciente schiavitù, delle bizzarrie del ventre, delle immagini che nascono dalla carne (non viceversa come scrive Flaubert: ” L’idea è passata nella carne dove rimane sterile, e la carne perisce “).

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