Angst

22 gennaio 2012

Strette le braccia
circondano il vuoto.

In ombrosa cadenza,
nel petto, il pugno
serra il cuore,

divenuto suo trastullo
inatteso.

Cerco di ingannare quest’ansia che stringe il cuore come un cappio, adesso la sento salire pian piano come acqua che riempie un recipiente fino all’orlo.
Immerso ci sono io, ma non posso muovermi e l’acqua che sale mi arriva fino alla gola e alle labbra; trattengo il respiro, mi preparo all’imminente immersione totale in qualcosa che non è assolutamente trasparente, ma oscuro e viscoso, tanto oscuro da non sapere se mi manca il respiro perché mi sto preparando a sostenere il momento incombente o per la paura di immergermi in questa oscurità.

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