Infinite Jest – D. F. W.

30 gennaio 2012

” Se in virtù di carità o disperazione doveste mai trovarvi a passare del tempo in una struttura statale di recupero da Sostanze come la Ennet House di Enfield Ma, verrete a sapere molte cose nuove e curiose. Scoprirete che … la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. … Che è semplicemente più piacevole essere felici che incazzati. … Che il novantanove per cento dei pensieri di chi soffre di pensiero compulsivo è rivolto a se stessi; che il novantanove per cento di questo pensiero consiste nell’immaginare poi prepararsi a qualcosa che sta per accadere loro; e che, stranamente, il cento per cento delle cose per le quali usano il novantanove per cento del loro tempo a prepararsi ad affrontarle in ogni possibile risvolto non sono mai positive. E che questo si connette in modo interessante con l’impulso nella prima fase di sobrietà a pregare per poter perdere il senno. In breve, che il novantanove per cento dell’attività del pensiero consiste nel cercare di terrorizzarsi a morte.” (David Foster Wallace – Infinite Jest)

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