La Verità.

2 febbraio 2012

Dire la verità, quella che sta conficcata nell’anima, è come restare inermi, nudi e affamati di fronte al proprio carnefice. Spesso, poi, si tace questa verità, perché si rischia di non essere creduti, e la menzogna ci riga il volto come una ferita apertasi e cicatrizzatasi troppe volte. Mentire spudoratamente agli altri non è mai liberatorio, quando nel profondo, nello stesso momento in cui si pronuncia e si mostra ad altri quello che, in realtà, non è altro che il volto di una farsa. Quello che ne rimane è la semplice, intoccabile, indistruttibile, intatta verità che, in silenzio, scava solchi immensi e non riesci a stradicare mai più, per quante menzogne sei disposto ad inventare, inscenare, dire, essa rimane lì, immobile, eterna. Ciò che vi è di più tragico nella tragedia della verità e della menzogna, è avere svelati sul volto i tratti di una menzogna mal riuscita, che amplifica e individua ancor più nettamente la tua verità.  È all0ra che la commedia, sfocia nel patetico.

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