Se il buon giorno non si vede dal mattino.

5 febbraio 2012

“Ego vox clamantis in deserto”

(Vangelo secondo Giovanni 1, 22-23)

Tutto è stato molto difficile stamattina. Ho aperto gli occhi, non vedevo che me, questa stanza, il piumone ancora addosso, ero rannicchiato nella stessa posizione di quando mi sono addormentato la sera prima con lo stesso desiderio, l’unico che possa concepire nel vuoto. Dicevo, ho aperto gli occhi e appena mi sono accorto di essere ancora vivo, sveglio, di nuovo, dopo una giornata buttata via, senza senso, senza nessuna prospettiva, mi sono accorto di essere di nuovo di fronte ad un serie di ore che avrei dovuto riempire, ma con cosa? Non lo sapevo. “Perché devo alzarmi?” “A che cosa serve?” e così mi rituffavo sotto il piumone pensando al fatto che non avessi la benché minima idea di cosa potessi fare della mia giornata. Era tutto così grottesco. Mi sentivo senza forze, senza voglia di vivere. Per cosa ? Per chi? Perché? Continuo ancora a chiedermelo mentre perdo tempo, vago per la casa senza la più pallida idea di cosa stia facendo realmente della mia vita, cosa ne debba fare domani, dopodomani, domani l’altro e quello ancora. Grottesco! Dopo aver pensato al perché, per come e per chi dovevo alzarmi, mi è venuta una strana voglia, volevo essere accarezzato, sì accarezzato da una mano invisibile, sorretto da qualcuno, risvegliato dal calore di una mano, ma non c’ero che io e forse volevo proprio che fosse lei, che stesse lei qui con me a farmi questa carezza, a dirmi che dovevo alzarmi, che dovevo farlo, per me, per lei, ma era tutto così assurdo! Assurdo che qualcuno potesse esserci, stamattina, lì con me, davanti a me, con la voglia di dire a me, che non sento di valere molto, “svegliati,…svegliati…, svegliati…io ci sono, sono qui con te…sono quello che desideri che io sia per te…, la persona che ti accarezza è quella che tu vuoi che ti accarezzi”. Tutto assurdo, mi sentivo un bambino, anzi, stamattina, ero un bambino, uno stupido “nennillo”. Pensandoci bene è stata una umiliazione, per chi, come me, alla mia età, dovrebbe comportarsi da uomo maturo, da uno che piglia in mano le redini della sua vita, della sua anima e si tira sù, si inventa la vita giorno per giorno. Ma che cosa posso inventarmi??? L’immaginazione in questo piccolo paese, in questo sporco monolocale da 300 euro al mese, si è sciolta come il ghiaccio su un tavolo autoptico. Mi sento ristretto in un cubo di cemento armato che ogni tanto riempiano d’acqua fino a che, arrivata al mio collo, scende pian piano e ritorno a respirare per un poco, dopodiché ricomincia a salire l’acqua come sale l’ansia e l’angoscia che mi hanno preso stamattina appena sveglio. Grottesco! Tutto così grottesco e assurdo.

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