La banalità del male.

7 febbraio 2012

Dopo alcune riflessioni su quanto mi è accaduto stamattina sul posto di lavoro, mi è venuto in mente questo testo, ancora molto attuale, in cui Hannah Arendt, a proposito dell’essere ligi alla legge, al dovere, scriveva:

“Buona parte della spaventosa precisione con cui fu attuata la soluzione finale (caratteristica del PERFETTO BURACRATE) si può appunto ricondurre alla strana idea, effettivamente molto diffusa in Germania (e non solo…), che essere ligi alla legge non significa semplicemente obbedire, ma anche agire come se si fosse il legislatore che ha stilato la legge a cui si obbedisce. Da qui la convinzione che occorra fare anche di più di ciò che impone il dovere. Qualunque ruolo abbia avuto Kant nella formazione della mentalità  della ‘povera gente’ in Germania, non c’è il minimo dubbio che in una cosa Eichmann seguì realmente i precetti kantiani: ‘una legge è una legge e non ci possono essere eccezioni.”

Mi domando se è giusto rispettare una legge che, pur essendo definita dall’uomo, preclude ad un altro uomo la possibilità di esercitare la propria libertà, al fine di alleviare una qualche sofferenza di un altro essere umano, sebbene quest’ultima sia sopportabile, solo per il dovere stesso di rispettare la Legge in generale.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: