L’Angelo dimenticato, la Voce, il Nome.

15 marzo 2012

L’Angelo dimenticato è tornato a posarsi ed affacciarsi sulla sua fronte triste nella sera di nessuno. Ha osservato la stanza intorno a sé e ha reclinato il capo e chiuso gli occhi in ascolto. Ha udito una piccola voce, una voce di bambino, pronunciare un nome, un nome che sa di mare e rocce che si innalzano su di esso. Con gli occhi sempre chiusi, ha drizzato lo sguardo rivolto verso l’orizzonte sentendo sollevarsi gradualmente quel nome, vedendolo, sentendolo, ad occhi sempre chiusi, planare e distendersi nello spazio tra cielo e terra.

Ad un tratto, quel nome, si confuse con un alito di vento e sembrò scomparire nel silenzio. Ma era lì, si era solo mescolato agli altri elementi.

Sulla sua fronte, adesso, l’Angelo è tornato a terra, sente il peso dei suoi piedi e l’aria circostante, immobile, svuotatasi dal vento che ormai si allontana e soffia verso sud: dissolve nel silenzio quella voce, quel nome.

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