Finale

13 aprile 2012

William Turner

“…dell’amore e degli dei dobbiamo imparare a fare senza.”

(Pier Vittorio Tondelli)

Il silenzio che segue ad una capitolazione, la consolazione del nulla dopo lo strepito. Una calma vacua, si stende sulle ore come l’immobilità della superfice marina, quando il vento si posa e non la scuote, si avverte dalla sua stessa mutevolezza cromatica ai movimenti della luce del sole. La luce la sfiora ma la massa d’acqua è ferma, dimentica di sé e della distanza, attende inconsapevole una corrente lontana.

Il presente è comunque quello che conta e non conta, è il bianco e il nero, o meglio la linea impercettibile che separa due stati, due conformazioni, è l’ammasso primordiale, un Nulla. E’ questo presente, immobile, senza scuotimenti che ha zittito il Tutto.  E l’immediato futuro profuma di catastrofe. Deriva, deriva…fino al punto di non ritorno, e la calma attuale ne è forse la prova.

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