Bellezza e Tristezza di Yasunari Kawabata

30 aprile 2012

Yasunari Kawabata

L’argomento di questo romanzo è l’inconscio in un continuo disoggettivarsi, disvelarsi nei suoi tratti sottili e indefiniti, nelle pieghe delle infinite interpretazione degli oggetti, delle situazioni descritte, fluide come un Koan o come le immagini di un Haiku. L’oggetto del desiderio dei personaggi è cio’ a cui non è possibile dare forma, e la natura è vista come metafora di questo oggetto sfuggente, imprendibile: lo si possiede solo quando il tempo ce lo ha già portato via. Incombe comunque nella narrazione lo scorrere del tempo, delle stagioni, come un fiume inarrestabile e il suo ritmo si intreccia con il motivo ricorrente della bellezza, anch’essa, come la realtà o l’inconscio, non inscrivibile nel tempo e nello spazio. Palpabile nel romanzo è soltanto il desiderio che si scontra con questa realtà impalpabile, ingovernabile che è la BELLEZZA e la tristezza sta nel senso irrimediabile di non poterla possedere, fermare anche solo per un istante in una immagine o in una mano.

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