17 ottobre 2012

«Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c’è dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e di bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un’origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te».

Cormac McCarthy, “La strada”

Sto imparando a non arretrare col pensiero sui momenti, a non soffermarmi sulle parole o distendermi abbandonato, come su uno strato di foglie umide, su ipotetici desideri o facili sogni. Scivola tutto; disincanto e disinvoltura o superficialità: non è leggerezza, ma il tentativo di dimenticare una pesantezza nel fondo dell’anima. Si susseguono gli attimi distratti, senza che la mente li fermi e li riannodi di nuovo in una sequenza circolare o concentrica; le immagini, i suoni, non si avvitano più su se stessi, si dissolvono, apparentemente, senza lasciar traccia di sé.

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