Dimenticarsi

13 novembre 2012

“Ho imparato a essere felice là dove sono. Ho imparato che ogni momento di ogni singolo giorno racchiude tutta la gioia, tutta la pace, tutti i fili di quella trama che chiamiamo vita. Il significato è riposto in ogni istante. non c’è un altro modo per trovarlo. Percepiamo solo e soltanto ciò che permettiamo a noi stessi di percepire, tutti i giorni, un istante dopo l’altro.” (H. Hesse)

A. è nero e veste dignitosamente di bianco, E. ha nella pancia un bambino e ogni tanto le duole la schiena a star seduta, Y. tiene carezzevole una mano sulla sua pancia, oggi il piccolo è irrequieto mentre parlo. Traducendo non pensavo al tempo che passava, a questa sera che ti ho rivista sorridere in quella foto, a questa sera che mi sento un nulla, una solitudine disperata. Forse devo smettere di pensare, restare fermo al momento, imparare a essere attraversato dall’istante, non osservare i sensi che si dispiegano, si srotolano come un film, come uno rotolo di pergamena. Fermare il passato, dimenticare il futuro. Estinguere nella brevità di un sospiro, nel lampo di luce che attraversa gli occhi, l’anima, ammutolita e ferma come una statua alla pioggia che batte, abbandonata al muschio che ricresce e perpetua se stesso, all’ombra di una memoria di sabbia.

 

 

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