l’elogio dei sogni – w. s.

15 dicembre 2012

Wisława Szymborska

 

 

In sogno

dipingo come Vermeer.

 

Parlo correntemente il greco

e non soltanto con i vivi.

 

Guido l’automobile,

che mi obbedisce.

 

Ho talento,

scrivo grandi poemi.

 

Odo voci

non peggio di autorevoli santi.

 

Sareste sbalorditi

dal mio virtuosismo al pianoforte.

 

Volo come si deve,

ossia da sola.

 

Cadendo da un tetto

so cadere dolcemente sul verde.

 

Non ho difficoltà

a respirare sott’acqua.

 

Non mi lamento:

sono riuscita a trovare l’Atlantide.

 

Mi rallegro di sapermi sempre svegliare

prima di morire.

 

Non appena scoppia una guerra

mi giro sul fianco preferito.

 

Sono, ma non devo

esserlo, una figlia del secolo.

 

Qualche anno fa

ho visto due soli.

 

E l’altro ieri un pinguino.

Con la massima chiarezza.

 

 

 

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