Bluff

26 marzo 2013

Perdere ad asso pigliatutto con un baro dilettante non vuol dire non essere in grado di eseguire alla perfezione un bluff ad alti livelli. Per assicurarsi una buona riuscita, il bluff deve essere condotto fino in fondo, fino all’esasperazione. Non c’è compromesso, non si può bluffare fino a metà e poi dire la verità, bisogna essere pronti ad esporsi al peggior rischio possibile, il rischio di apparire ridicoli.

 

( Titta Di Girolamo – Le conseguenze dell’amore )

24 marzo 2013

Chiodo scaccia chiodo.

Ma quattro chiodi fanno una croce.

c.p.

Dasein

23 marzo 2013

Prima o poi arriva il momento della scelta, tra noi stessi e gli altri, un rintocco, un segno, ci avverte che è giunta l’ora di chiudersi la porta alle spalle e andare per la propria strada anche se non se ne conosce la destinazione. Forse siamo noi stessi il fine. E quando finalmente senti di doverti alzare, uscire dall’ombra, ricominciare a respirare, con la stessa naturalezza di chi non si chiede perché, allora è il momento doverlo fare.

Morire fisicamente, avviene una volta sola e per sempre, morire dentro, si muore molte volte e silenziosamente, così come si può rinascere, silenziosamente e poi capire, accettare la consolazione di “essere”, semplicemente essere…

All’amato me stesso

23 marzo 2013

Seguiterò a squarciagola con la mia voce immensa.

Le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
gettandosi a capofitto dalla malinconia.

Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
s’io fossi appannato come il sole…

Che bisogno ho io d’abbeverare col mio splendore
il grembo dimagrato della terra?

Passerò trascinando il mio enorme amore
in quale notte delirante e malaticcia?

Da quali Golia fui concepito
così grande,
e così inutile?

 

(Majakovskij)

Majakovskij

23 marzo 2013

l’inevitabile

19 marzo 2013

amandoti…

19 marzo 2013

Il tuo viso è pulito

17 marzo 2013

 

 

 

 

Il tuo viso è pulito

Munch il bacio

Il tuo viso è pulito,

i tuoi occhi di lacrime assenti

piante mentre dormivi.

Di fronte a me

Solo l’ombra.

Siamo qui, in silenzio,

mentre mangi

salato e dolce.

Se mi dici

“non guardarmi”:

hai una faccia

che non ti piace,

gli occhi stanchi

si tengono aperti,

a fatica.

Ma ti guardo lo stesso:

vedo il tuo sopracciglio

che si inarca, si inarca

come a dirmi

non guardarmi

non guardarmi

così come sono

non guardarmi.

E invece ti guardo, testardo,

Senza dirti che no,

non sono un’ombra,

 la tua ombra, il tuo peso,

il tuo peso che mi spezza.

So che han tremato le mie gambe

venendo qui

e i miei passi incerti,

ad ogni pensiero si son fermati.

L’istinto è stato più forte:

ha vinto il tuo peso,

ha vinto sul corpo, sul tuo sonno

e sul mio

sul dubbio e sulla notte

la tua notte e la mia.

E adesso, …

il tuo viso è pulito,

pulito dal vento

e il tuo collo

è il tuo

che dal vento

proteggo

serrando le mie labbra

su di esso

e lo stringo

e stringo il tuo corpo e le labbra

quasi a far male,

e quando ti accorgi

che sto per abbandonare,

per paura, la presa, mi riprendi

e a stringere allora sei tu, adesso,

che alle mie labbra stampi le tue come un sigillo

a dirmi senza parole

“non vorrei andar via”.

 

 

…da un po’ di tempo, ma il perché non lo so,

ho perso tutto il mio buon umore,

ho perso il mio interesse allo studio agli svaghi

in una parola il mio stato d’animo è così depresso che

questa bella architettura, la terra,

mi sembra ora uno squallido promontorio,

e persino il leggendario coperchio del cielo

vedete questo tanto magnifico firmamento

questo tetto superbo punteggiato di fuochi d’oro

… beh, non sembra più altro a me

Che un cumulo marcio di pestilenziali vapori.

 

Che grande capolavoro è l’uomo!

Così nobile nella ragione!

Così infinito nelle sue facoltà!

Nella forma e nel movimento

così svelto, così ammirevole!

Nell’azione simile a un angelo!

Nel pensiero quasi uguale a un dio!

E’ il centro dell’universo!

Superiore a tutti gli altri animali!

Tuttavia… per me non è nient’altro che fango!

 

 

Missing

10 marzo 2013

Siete bravi ad andarvene, a lasciarvi il vuoto alle vostre spalle, a dimenticare, siete bravi, bravi tutti, orgoglio del genere umano. Qui restiamo noi, qui siamo noi, conficcati nel nostro cuore, stupiti ed esterrefatti, meravigliati, attoniti, rinchiusi nelle nostre gabbie dalle quali non usciremo mai.

Il nostro cuore ormai è una prigione insostenibile e il dolore si fa silenzioso come un taglio netto di lama affilata, giorno dopo giorno. Il nostro grido si è spento in gola, nell’aridità del silenzio, nel disperato nostro richiamo di morte, nello sprofondare lentissimo nelle nostre viscere lacerate, fino all’ultimo brandello di carne viva, fino a che l’ultima vibrazione di vitalità sia, fino all’ultimo filo d’aria nei polmoni, grideremo ancora muti il vostro nome, senza corpo, senz’anima ma grideremo ancora e ancora e ancora…

A volte…

10 marzo 2013

25103_1398502888567_7023965_n

 

A volte bisogna morire…

per rinascere.

 

 

Il suono del tempo

10 marzo 2013

Sento il suono del tempo

lo sento passare.

Ogni rintocco

una lama di ghiaccio

i minuti.

 

Un spenta luce

che non digrada

come un sole

– carezza alle cime –

è il tuo silenzio

un’ombra e una luce

cadute giù

in un colpo muto.

Ab ovo – Paul Klee

L’unica cosa che importi in questa vita è conservare il nocciolo di noi stessi, il centro, ciò che nessuno al mondo ci può dare o togliere; è nostro fin dalla nascita e fino alla morte. Questa è l’unica cosa importante: la nostra essenza e la nostra libertà, quel fondo segreto che portiamo nel segreto del nostro cuore.

Gli occhi.

1 marzo 2013

Si son divisi gli occhi,
il mare delle vita in un giorno,
l’uno aperto sulla voce di un amico,
sul viso immaginato
di una donna lontana,
l’altro chiuso, silenzioso
su un dolore inatteso.