tutto e niente

30 aprile 2013

adesso sento solo la pioggia e la stretta all’anima, la nausea del nulla intorno, nell’ombra, e ancora il suono della pioggia: questo è tutto quello che resta di me e il respiro…stanotte…tutto e niente…

…e a majakovskij

29 aprile 2013

” E’ spaventoso non amare.
terribile non osare più.
C’è per tutti un colpo.
per tutti un coltello.
Ma per me che cosa? “

 

mendicante abbandono

29 aprile 2013

Lasciatemi così,

che mi ricopra il cielo notturno

di foglie brune, le nuvole

d’acque perenni.

Lasciatemi così,

respirare l’urlo cupo del corvo

nella notte che geme

freddi solchi

su un lago lunatico

levigato d’un argento malato,

che oscuri aliti

rigurgiti il limo dei fondali

profondi, come l’anima annegata

dai capelli di una ninfa spergiura

dagli occhi di dattero.

Lasciatemi così,

gridare il fumo delle mie parole

e dei miei giorni scadenti

come le vesti decrepite

d’un Diogene cinico,

abbandonati per una scodella

di baci.

pioggia

28 aprile 2013

Abbandono l’anima

alla pioggia

come un sasso

sulla strada.

Lascio che si avventino

su di me

minuscoli sputi d’ombra

queste gocce

e l’umida notte

penetri la pelle,

unico riparo

su una pallida e smorta figura

ormai indifferente

alle schegge ardenti

che covano sotto i sordi cumuli inceneriti

del cosmo.

Lascio che cada la luna

e sia confitta

sulla nuca

da un aculeo di ghiaccio

Lascio che scivoli

questo filo sottile

d’inquietudine sconfitta

nel mezzo della fronte

in un rivolo freddo,

e che strida all’infinito lungo la schiena

fino a precipitare

come una antica rovina

sulla punta delle mie scarpe

a morire schiantandosi

sul suolo marcito

dei miei sogni.

28 aprile 2013

 

l’uomo nero – esenin

28 aprile 2013

28 aprile 2013

Oh, s’io avessi allora presagito,

quando mi avventuravo nel debutto,

che le righe con il sangue uccidono,

mi affluiranno alla gola e mi uccideranno.

Mi sarei nettamente rifiutato

di scherzare con siffatto intrigo.

esenin

28 aprile 2013

” E non desidero risultato migliore | che affogare i ricordi nel grido della tempesta. | Perché solo nel disordine trovo la forza | di vivere su questa terra. “

(Sergej Aleksandrovič Esenin)

che cosa sono le nuvole

28 aprile 2013

 

 

 

Il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso.
Perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta.
Ma queste son parole
e non ho mai sentito
che un cuore, un cuore affranto
si cura con l’udito.

Ramble on

27 aprile 2013

Led Zeppelin – 1970

 

Tutto è illusione. Compresa la frase precedente. (S.J.L.)

 

 

 

 

Il fondo resta il fondo, anche se è rovesciato all’insù. (S.J.L.)

pensieri spettinati

27 aprile 2013

 

C’è chi salta direttamente dal passato al futuro, sul presente cade solo la sua ombra. (S.J.L.)

“Anche quando viene chiusa la bocca, la domanda resta aperta.”

( S.J. Lec )

 

perché la paura schiaccia più del desiderio

alla terra, e la gravità del tempo soffoca l’atto

in un respiro. E’ timore d’ignoto, terrore d’incognita

vita al di là del guado dell’oggi, dove tace il corpo,

rimosso dal mondo, rinnegato dal volgo, assente

alla luce del sole coperto da nuvole d’instabile pioggia,

innocue in questa fine d’aprile, crudele, si resta immobili,

a torcere con gli occhi vuoti la chiave del tempo

incastrata nel solco del passato.

L’errore.

26 aprile 2013

F. K.

L’errore non è stato

Creder Ti

ma creder Mi,

sognar Mi  Te

Verità-Menzogna

Veder Mi Te

come sogni

al fine, l’incubo,

senza fine

the end

d’infinite notti

vorrei finisse

in sogno

e a veglia domani

fra le braccia

ritrovar Mi Te

al giorno, distesa di luce

sulle mie ombre,

e non veder Mi più

solo

e non creder Mi

lucida – Mente

final – Mente

fra le braccia del Vuoto

di Te

e nel vuoto le braccia

di Me.

Ich bin Marion

23 aprile 2013

” All’interno degli occhi chiusi,

chiudere ancora gli occhi… “

(Marion)

Ausencia

22 aprile 2013

 

 

Ma sô na pensamento
Um ta viajà sem medo
Nha liberdade um tê’l
E sô na nha sonho


Fantasmi fatti di parole

22 aprile 2013

” La facilità di scrivere lettere – considerata puramente in teoria- deve aver portato nel mondo uno spaventevole scompiglio delle anime. E’ infatti un contatto fra fantasmi, e non solo col fantasma del destinatario, ma anche col proprio, che si sviluppa tra le mani nella lettera che stiamo scrivendo, o magari in una successione di lettere, dove l’ una conferma l’ altra e ad essa può appellarsi per testimonianza. Come sarà nata mai l’ idea che gli uomini possano mettersi in contatto fra loro attraverso le lettere? A una creatura umana distante si può pensare e si può afferrare una creatura umana vicina, tutto il resto sorpassa le forze umane.”

Lettere a Milena – Franz Kafka