pioggia

28 aprile 2013

Abbandono l’anima

alla pioggia

come un sasso

sulla strada.

Lascio che si avventino

su di me

minuscoli sputi d’ombra

queste gocce

e l’umida notte

penetri la pelle,

unico riparo

su una pallida e smorta figura

ormai indifferente

alle schegge ardenti

che covano sotto i sordi cumuli inceneriti

del cosmo.

Lascio che cada la luna

e sia confitta

sulla nuca

da un aculeo di ghiaccio

Lascio che scivoli

questo filo sottile

d’inquietudine sconfitta

nel mezzo della fronte

in un rivolo freddo,

e che strida all’infinito lungo la schiena

fino a precipitare

come una antica rovina

sulla punta delle mie scarpe

a morire schiantandosi

sul suolo marcito

dei miei sogni.

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