Sete

21 giugno 2013

Deserto d’incerte visioni

d’uomo di vetro, qual sono,

avvampa di sete al bacio

che poco discosto dal volto tuo

risiede, temendo del vuoto

l’approdo imminente e vago,

e nel mentre riarde un fuoco,

al suono d’esilio, freddo e vacuo,

un luogo incendia, ancora, l’arsura

incessante dell’acqua tua calma,

fonte cara, dove costante

si rispecchia un viso mai disegnato, riflesso

di un passato difeso

da lunghi silenzi, oggi deflagranti

in un lungo bacio.

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