To E.

29 settembre 2013

Al più bel fiore che io abbia mai conosciuto…

 

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Confine

22 settembre 2013

È da ieri, ma di più da questa mattina, che emerge sottilmente come una punta di spillo questa paura. Sembra lieve a volte, sembra dolce e lenta, silenziosa. Ma è tremendamente vicina al cuore che un millimetro più in là significherebbe la fine. Solo tu potresti essere l’unico mio dolce carnefice, come sei tu il mio unico amore. Un nulla è il confine tra l’essere l’uno o l’altro.

le nostre mani

(To E.)

Hai aspettato quasi una vita che questo accadesse. Adesso ogni tua parola, ogni tuo gesto, ogni tuo pensiero, riassume tutto quello che non è stato. L’amore, i giorni, gli anni, le speranze, gli errori, le lacrime, il dolore, le attese, le persone, le donne, tutto questo, solo questo è tutto in te ancora. Non c’è nessuna premeditazione, nessun calcolo, nessuna forza che possa far desistere il cuore. Anche la paura, nonostante faccia tremare i polsi e l’anima come di fronte ad un abisso sul quale ti senti sospeso, non può assolutamente nulla: sul vuoto, lo sguardo istintivamente si rivolge a lei anche nei momenti in cui nasce questa paura di perdersi. E’ tutto così semplice, è tutto così inevitabile, che il tempo sembra non contare più. Esiste solo il tempo in due, il tempo che sbiadisce quello delle ore, dei giorni, il tempo dell’uomo e delle cose. Solo il nostro esiste, solo questo tempo ha un senso. Tutto il passato si è accartocciato su se stesso e questo fuoco ha estinto la sua luce cupa. Questo fuoco di oggi, invece, emana una luce diversa, calma e robusta come una quercia.

un amore a metà

17 settembre 2013

Non voglio un amore a metà, fatto di ore a metà, di giorni a metà, di settimane a metà. Anche la mia auto è a metà, la mia vita a metà, il cuore. E ti senti un uomo a metà. Senti solo il vuoto che ti spezza, ti divide interamente da lei e vorresti che tutto fosse perpetuamente indiviso, integro come questo desiderio che ti sfianca, ti sovrasta. Sono stanco di aspettarti ogni giorno, stanco di dividerti tra te e me, tra la tua vita e la mia, stanco di desiderarti anche se ci sei, sei lontana ma con me. Stanco di questo vagare nei miei pensieri, nei miei vuoti, nelle tue assenze, stanco. Stanco della tua voce al telefono, stanco dei continui patti col tempo che non ha pietà di noi, di me soprattutto che non vorrei altro tempo che quello da trascorrere con te, solo con te. Stanco, stanco… .Stanco di un amore a metà.

muto

16 settembre 2013

Non sapevo, prima di te, che l’amore ti rende muto. Fiumi di parole, prima di te, sgorgavano come miriadi di gocce, erano sogni; scontrandosi con la realtà, toccando il suo viso, freddo, glaciale, si condensavano in cristalli che frantumavo con le mie notti e l’indomani nulla più esisteva. Adesso, tutto in me ha dimenticato quei sogni, adesso, tutto quello che poteva immaginare la mente di falso, per trastullarsi inutilmente, sprecando i suoi giorni, è svanito. Tu sei la mia carne, i miei giorni, le mie parole, i miei occhi, perché solo questo cerco ogni volta che resto muto: la tua carne, i tuoi giorni, le tue parole, i tuoi occhi, la tua mente. Che mille angeli discendano qui sulla terra in questo momento: io rimarrò irriducibilmente indifferente a loro, tranne che a te.

w.s.

16 settembre 2013

Quand’è forte l’amore, anche il più lieve sospetto è già paura; e se il timore cresce l’amore avvampa impetuoso anch’esso.

(Amleto)

16 settembre 2013

16 settembre 2013

16 settembre 2013

Fragilità

16 settembre 2013

Basta un soffio d’ignoto
a denudare la fragilità del pensiero,
l’incognito agli occhi e al corpo
incendia l’immaginazione
che emana bagliori
nell’oscurità impercorribile.

L’attenzione alla superficie delle cose è la visione del tempo finito, del tempo sciupato, disperso, annientato. Aggrapparsi ad essa ci regala in pasto alla morte prematura, quella morte disperata, cieca. Chi vive nella profondità, è irriducibile, inalienabile, incommensurabile, come il suo amore.

” Poiché, dunque, è figlio di Poro e di Penìa, ad Amore è toccata la sorte seguente. In primo luogo è sempre povero e ben lontano dall’essere delicato e bello, come credono i più, anzi è duro e lercio e scalzo e senza tetto, abituato a coricarsi in terra e senza coperte, dormendo all’aperto sulle porte e per le strade e, avendo la natura di sua madre, è sempre di casa col bisogno. Per parte di padre, invece, è insidiatore dei belli e dei buoni, coraggioso, audace e teso, cacciatore terribile, sempre a tramare stratagemmi, avido di intelligenza e ingegnoso, dedito a filosofare per tutta la vita, terribile stregone, fattucchiere e sofista. E per natura non è né immortale né mortale, ma ora fiorisce e vive nello stesso giorno, quando gli va in porto, ora invece muore e poi rinasce nuovamente in virtù della natura del padre. E infatti l’oggetto dell’amore è ciò che è realmente bello, grazioso, perfetto e invidiabilmente beato, mentre l’amante ha un altro aspetto, quale quello che ho esposto. “

Meravigliosa…tu…

14 settembre 2013

Meraviglioso il bene di una donna che ama solo te

meraviglioso…

Luce. (a E.)

11 settembre 2013

Il mondo è all’oscuro di te

che sei la luce che filtra

attraverso la sua porta,

illuminando il buio

su cui vi riposano

eternamente il tempo e le stelle.

Sei la via lattea che lo taglia

e ferisce il silenzio

col suo suono chiaro,

in una mattina di settembre.

Un’unica luce.

11 settembre 2013

Sei qui tra il mattino e le mie parole, sedendo

stretta al sole, chiusa nel tuo bozzolo chiaro

di capelli, gemma inconsapevole di luce.

Mentre siedi, dove sono i tuoi occhi,

lì si accosta quel chiarore che non vedi;

ah, potessi essere loro, sapere ora quale ombra

porti con te, privando la loro luce di sé.

Questa stessa luce, io cerco,

dirige ogni mio sguardo,

ogni pensiero, ogni sogno,

invisibilmente.

In questo mattino di luce e parole

sei tu che inganni il tempo.

Tutti i mattini del mondo

hanno avuto un loro splendore,

sommesso o sfavillante, di luci

visibili agli uomini.

Tutti i mattini del mondo

hanno avuto un sole, teso nell’alto cielo

tra nuvole o vuoto.

Questo, invece, io vedo

nell’unica luce che conosco;

vedo questo mattino,

l’unico al mondo

che brilla di un’unica luce,

vista da un solo uomo.

Non vede altre luci

oggi che questa:

i tuoi occhi, i tuoi occhi

nascosti tra i tuoi capelli.

scott

11 settembre 2013

«Ricordò una volta, che l’erba era umida e Nicole venne da lui di corsa, con le pantofole leggere intrise di rugiada. Gli era salita sulle scarpe stringendosi forte a lui e sollevò il viso, mostrandolo come un libro aperto a una pagina.
– Pensa in questo momento quanto mi ami; – mormorò. – Non ti chiedo di amarmi sempre così, ma ti chiedo di ricordare. Nascosta dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera».

Francis Scott Fitzgerald, “Tenera è la notte”

v.p.

10 settembre 2013

«Non sono buona ad aspettare. Aspettare senza sapere è stata la più grande incapacità della mia vita. Nell’attesa ho avuto lo spazio per costruire enormi impalcature di significato, e dieci minuti dopo farle crollare, per mia stessa mano. Poi riprendere da un punto qualunque, correggere il tiro di qualche centimetro per rendere la costruzione immaginata più solida. Vederla crollare di nuovo. […] Io non so aspettare e non voglio farlo, nell’attesa i mostri prendono forma e si ingigantiscono, mangiano le ore per crescere e mangiarmi».

Valeria Parrella, “Lo spazio bianco”

e.f.

10 settembre 2013

«Vengo, con la presente, a te, per chiederti formalmente di esentarmi d’urgenza
dal comunicare, con te, per telefono (io non posso battere zuccate disperate,
contro il primo muro che mi trovo a disposizione, ogni volta, capirai,
appena mollo giù il ricevitore):
(perchè, mia diletta, io non saprò mai separare, stralciandole,
le tue parole, a parte, dai tuoi gomiti, dai tuoi alluci,
dalle tue natiche, da tutta te) (da tutto me):
sola, la tua voce mi nuoce».

Edoardo Sanguineti, Scartabello XLVII

another world

8 settembre 2013

Non so, è come se volessi…adesso sono seduto, in silenzio assoluto, quasi surreale, si sente solo il sibilo della fiamma sul fornello. E’ strano, ma sono calmo, come se tu non esistessi, non fossi solamente lontana. Eppure vorrei afferrare da questo posto, lontanissimo, più di miliardi di anni luce, da te, in questo momento, è come se volessi afferrare i tuoi pensieri, in questo medesimo istante in cui sento questo desiderio. A volte ho l’impressione che tu mi sia totalmente sconosciuta, arcana, forse questo è solo una mia illusione o il contrario. …