muto

16 settembre 2013

Non sapevo, prima di te, che l’amore ti rende muto. Fiumi di parole, prima di te, sgorgavano come miriadi di gocce, erano sogni; scontrandosi con la realtà, toccando il suo viso, freddo, glaciale, si condensavano in cristalli che frantumavo con le mie notti e l’indomani nulla più esisteva. Adesso, tutto in me ha dimenticato quei sogni, adesso, tutto quello che poteva immaginare la mente di falso, per trastullarsi inutilmente, sprecando i suoi giorni, è svanito. Tu sei la mia carne, i miei giorni, le mie parole, i miei occhi, perché solo questo cerco ogni volta che resto muto: la tua carne, i tuoi giorni, le tue parole, i tuoi occhi, la tua mente. Che mille angeli discendano qui sulla terra in questo momento: io rimarrò irriducibilmente indifferente a loro, tranne che a te.

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