War

26 ottobre 2013

“ Debolezze
Tu non ne avevi.
Io ne avevo una:
amavo.”
BERTOLD BRECHT

Ricordati che ogni cosa che dici o che fai ha delle conseguenze su di me, sul mio animo. Anche il tuo gesto più insignificante, la parola detta senza pensare, una semplice espressione del tuo viso produce in me delle reazioni. Nei tuoi occhi cerco costantemente il tuo amore. Quando non ci sei sono assalito bruscamente da dubbi, cambio opinione su te ogni secondo, analizzo ogni singolo segno, attribuisco sensi che neppure io posso prevedere ad ognuno di essi, e nessuna certezza mi rimane, solo alla fine, quando sopraggiunge un attimo in cui la mia anima è calma e l’inquietudine lascia il posto al silenzio, l’unico pensiero reduce da questa tempesta è che, dopo tutto, al fondo di tutto, principio e fine di tutto questo, l’unica realtà che permane, dopo i tortuosi giri della mente, l’unica parte di me che rimane in silenzio, imperturbabile come una montagna, è il mio amore. Questa è l’unica guerra che posso combattere, questa è l’unica guerra che senza posa combatto da quando sono con te: sono in guerra con me stesso. Qualsiasi cosa accada, qualsiasi sia l’esito di questa guerra, tu ne uscirai sempre vittoriosa.

Tu che non vedi.

24 ottobre 2013

Sola radice
ogni parola,

agire o pensiero
ogni silenzio,

ogni assenza,
ha nel suono del tuo essere,

nel colore del tuo nome,

nell’eterno dei tuoi occhi,

nel riflesso della tua voce.

Ogni contraddizione è sensata.

Ogni cosa scorre docilmente,

in abbandono

solo al corso di un fiume
sotterraneo.

Tu che non vedi,

ti smarrisci.

La foce in vista

mi attende.

Fin qui tutto bene

23 ottobre 2013

input/output

23 ottobre 2013

Lei:”Ti amo”.

Lui:”Vedremo…”.

21 ottobre 2013

Tutto a suo tempo.

18 ottobre 2013

notturno

17 ottobre 2013

Ma a me non ape, non miele;

e soffro e desidero.

(Saffo – fr. 94)

Giù.

Ancora.

Questa notte.

Come tutte.

Sfinite, le parole e lo sguardo

cadono insieme,

strette,

al suolo.

darkity

17 ottobre 2013

mezze misure

16 ottobre 2013

Divento cattivo solo quando soffro e ho paura. Non sono per le mezze misure: o te o la solitudine. L’una e l’altra sono troppo per me. Non ci riesco.

desiderio

16 ottobre 2013

Se desiderare la donna d’altri è peccato, allora desiderare la propria è una condanna.

“Non ti affligge l’idea che il tuo non dirmi mai che mi ami possa affliggermi?”

(La scopa del sistema – David Foster Wallace)

consumami

13 ottobre 2013

giove venere

Una notte, una stella corse veloce sopra le nubi, e le dissi: “Consumami”. (Rhoda) – Le Onde – Virginia Woolf

five months

13 ottobre 2013

12 maggio 2013

rb

13 ottobre 2013

Sono innamorato? – Sì, poiché sto aspettando”. L’altro, invece, non aspetta mai. Talvolta, ho voglia di giocare a quello che non aspetta; cerco allora di tenermi occupato, di arrivare in ritardo; ma a questo gioco io perdo sempre: qualunque cosa io faccia, mi ritrovo sempre sfaccendato, esatto, o per meglio dire in anticipo. La fatale identità dell’innamorato non è altro che: io sono quello che aspetta.

(Roland Barthes, “Frammenti di un discorso amoroso”)

without you

13 ottobre 2013

 

” Now take the hourglass

And turn it on its head

For when the sands are still

‘Tis then you’ll find me dead.”

13 ottobre 2013

cerco…

13 ottobre 2013

13 ottobre 2013

Senza te.

13 ottobre 2013

Risvegliarsi nel silenzio
che non ha mani, dal mattino
che si copre il viso senza occhi,
senza luce. Un respiro, un solo respiro,
offusca i vetri della casa
tiepida, di un calore senza braccia.
Le ore, immobili, sono cani senza voce
abbaiano in un cortile vuoto.
Le rose sono appassite
senza pungere,
mentre un cuore batte ancora
senza sangue,
in un corpo senza carne.

nelle tue mani…

12 ottobre 2013

Ho paura di questo, di quello che sento per te. Ho paura di essere nelle tue mani, di non riuscire a dirti di no: in questo stato si è precari, ci si sente minacciati continuamente, ci si sente fragili, irascibili, incerti…perché sapere di non voler o non poter più restare lontano da qualcuno o non poter lasciare che questo qualcuno ti possa essere in qualche modo e talvolta indifferente, rende questo qualcuno più potente di qualsiasi altra persona al mondo, compreso te stesso. In un messaggio ti ho detto “sono tuo” e ho paura di esserlo veramente. Ho paura, molta paura. So che questo significa lasciare il fianco scoperto, significa essere vulnerabili. Ma è impossibile per me agire e pensare diversamente, ammesso che in amore i concetti di “agire” e “pensare” abbiano un senso. Ma ho paura, ho paura che questo mio abbandono, un giorno, possa essere fonte di dolore per me, perché non avendo, adesso e in futuro, la capacità o la forza di lasciarti, nel caso succeda qualcosa, sarai tu a poterlo fare con più facilità o leggerezza di me. Non so perché mi viene da pensare a queste cose; sarà paura, paura di perderti, paura di essere io quello che ha più bisogno di te anziché il contrario, e al contempo ho paura di essere il più fragile tra i due. Spesso, di notte, dopo essermi addormentato tranquillamente, senza nessun apparente o reale timore o preoccupazione, dopo aver sognato, mi sveglio. Accade sempre alla stessa ora, sempre la stessa situazione si ripete nei miei sogni, ed è sempre la stessa paura che ispira questi sogni inquietanti che mi lasciano scosso fino al punto che al mattino preferirei non vederti. Non ti sembri strano questo, ma è come se, al risveglio, l’immagine di te, in sogno, si sovrapponesse alla tua immagine reale e quel torto subito da te in sogno diventa quasi un torto realmente subito al risveglio.