11 novembre 2013

Stamattina i nervi tesi e la bocca serrata, un indicibile desiderio di fuggire dal tempo, dalle ore, dai giorni, dalla distanza, dalla separazione. Tutto era fastidioso, anche il sole, la calda luce del giorno che offuscava il ricordo recente del freddo nelle prime ore del mattino. Quando ho capito che i giorni non sarebbero trascorsi così velocemente come vorrei, sono caduto in preda ad una nausea infinita. Tutto mi nausea, tutta questa solitudine, questo squallore, questa assurda attesa. Una lieve tregua solo quando ho guidato, lo sguardo fisso nel vuoto davanti a me, alla strada, in direzione di una nuova sequela di ansie, pensieri, sogni, forse, o incubi. Maledico il tempo, maledico questi giorni, maledico questo nodo perenne alla gola, la voglia di scoppiare in pianto e in un grido infinito, violento, animalesco, che scuota la terra, il cielo, l’aria intorno fino a che tutto si rattrappisca e scompaia, fino a che l’intero universo comprenda che nulla di quello che ad esso appartiene ha la minima importanza, tranne Te.

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