18 dicembre 2013

Non ho un cuore ad orologeria e neanche a compartimenti stagni o a cassettini dove vengono riposti razionalmente gli affetti. Sono disordinato lo so, non bado molto al tempo e allo spazio, il mio è un cuore anarchico, costantemente in subbuglio. Ma meglio che avere, al suo posto, un sepolcro imbiancato con dentro, in perfetto ordine, ossa lucidate e pulitissime.

18 dicembre 2013

Se vuoi darmi orari e scadenze, fai pure…prima o poi si estinguerà in me tutto, anche la gioia che ho nel vederti, perché il cuore non è un organo a tempo, non ami o desideri qualcuno solo in determinati, definiti, limitati momenti, perché l’immagine che hai di me, non è solo quella che ti sta di fronte, e quando non succede non esisto più come esisto in quel momento, perché sarà allora, quando anche la tua di immagine, quell’immagine che ho di te adesso, che scomparirà nel freddo cinismo di chi divide il sentimento con le lancette dell’orologio e tutto è sempre sullo stesso piano, che sia amore o dovere, passione o intrattenimento,…passione? Dov’è? In te, dove? Ti piace però sapere che quando mi chiedi qualcosa io non sto lì a pensarci due volte, non mi chiedo se avrò il tempo necessario per farla, ma metto tutto da parte e la faccio, punto e basta. Prima o poi, non preoccuparti, non dovrai fare i conti col tempo, il tempo che mi concedi come e quando vuoi tu, lo avrai tutto per te, da gestire come meglio ti piace, ma senza di me, che avrò perso tempo con te, e avrò perso anche me stesso, quel me stesso che ho messo da parte, tutto intero, per te, dimentico del tempo che passava e che nessuno mi restituirà.

17 dicembre 2013

io ti aspetto, ti aspetto sempre; tu non aspetti mai, non sai aspettare.

Ph.R.

17 dicembre 2013

« Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due. Quella ragazza era un corpo estraneo introdotto nella tua interezza. E per un anno e mezzo tu hai lottato per incorporarlo. Ma non sarai mai intero finché non l’avrai espulso. O te ne sbarazzi o lo incorpori con un’autodistorsione. Ed è quello che hai fatto e che ti ha ridotto alla disperazione ».

 

Philip Roth, “L’animale morente”

16 dicembre 2013

Stanotte

sguardo e parole

cadono insieme

sfinite nuovamente

e strette al suolo

irrigidite

come foglie morte

piovute in un grido

interrotto,

spezzato dal freddo.

il tuo profumo

8 dicembre 2013

Amo il tuo profumo,

quel profumo che indossi

dal mattino a sera

senza pensarci, senza riflettere.

In quel profumo ci sei tu,

tutta la tua vita.

Non lo hai scelto,

non puoi cambiarlo,

neanche se tu volessi,

è per questo che lo amo,

come amo il mio amore per te,

perché resta tuo,

nonostante tutto,

nonostante il mondo.

Un profumo non è una maschera,

ma è uno specchio che non mente:

te lo porti dietro, sempre.

l’unica per me…

3 dicembre 2013

Cabanel – Nascita di Venere
“Sei bella da far piangere”

Certe tue parole mi fanno paura, è forse perché sai di me più di quanto io immagini o più di quanto io voglia capire di me stesso o di quello che fingo di non vedere. Abbiamo fatto l’amore oggi, io come al solito incosciente e tu padrona di te stessa come lo è qualsiasi donna. Ogni donna possiede fino in fondo la propria bellezza, e la conserva nell’amore, conserva il proprio essere, la propria specificità, la propria individualità, poiché è se stessa ed è vita allo stato puro e sommamente vigile. La padronanza di una donna nei confronti della vita è superiore a qualsiasi altra capacità o tratto dell’uomo. Io non ho conosciuto che poche donne, questo per alcuni significa non poter fondare l’amore unico per una donna solo su questo, non avendone conosciute altre. Ma io, non so perché, non so perché proprio tu, e non un’altra, non so da dove viene quello che sento, ma so che altro non cerco, non desidero, non voglio che te. La prova sei tu stessa, quando vedo te, quando non ci sei, quando non c’eri e quando un giorno non ci sarai, io saprò con certezza d’animo e di corpo, che tu sei l’unica donna che esista al mondo per me.

1 dicembre 2013

Tutto questo è ciò che c’è di vero. Adesso è tutto quello che mi resta. Non sono stato in realtà con … . L’ora in cui si torna nel proprio guscio è quella che esiste realmente. Schiavitù è stata; in questo momento sono a nudo, sento solo quello che sono, qui. Tutto quello che c’era pochi istanti fa, non ha più consistenza, realtà. E’ qui che tutto torna all’origine, è qui che tutto si fa vero. Nulla è stato, nulla sarà. Solo io, adesso, sono.

Le tue sono solo parole.