Tu piccolo mondo

16 aprile 2014

Ho dimenticato tutto e tutti per te, ti ho eletta a mio piccolo ed esclusivo mondo. E adesso? Dimentico persino cosa sono, chi sono e sono stato.

Un niente può ferirmi, perché desidero ciò che mai potrà essere mio, forse è proprio questo desiderarti anche quando sei con me, è segno o sintomo di qualcosa. E la precarietà è il sottofondo di ogni nostra giornata. Tento, a volte, di tapparmi le orecchie, di tapparle con il mio amore per non sentirlo, mi illudo, dicendomi che amo, che faccio tutto ciò che posso. Ma poi, quel maledetto sottofondo, mi ripete: ” Non basterà, non servirà, … Non è mai stato così e mai lo sarà”. E allora la stanchezza si fa strada e vorrei distendermi sull’asfalto, nel mezzo della strada o in un campo isolato e lasciare che tutto sia, dimenticarti e dire che tutto questo è solo un sogno e che mi risveglierò, prima o poi, senza di te, come se tu non fossi mai esistita. Ma tu esisti, e se un giorno dovesse accadere di svegliarmi senza te, sarebbe un giorno diverso da tutti gli altri che ho vissuto e tu esisterai, continuerai ad esistere mentre io non so se esisterò più fuori da te che sei diventata il mio piccolo ed incerto mondo.

Presentimento

15 aprile 2014

Ho un funesto presentimento e vorrei sapere cosa riserva il futuro…forse perché adesso ho paura che tutti questi mesi vadano in fumo, che il destino stia preparando la fine, lenta, di qualcosa che aspettavo da una vita e nessuno sa quanto,…e come terribilmente atterrito, l’animo è tormentato.

14 aprile 2014

La parola, brevità di un respiro; l’agire, pulsare d’un battito all’altro, di goccia ad altra goccia, sangue generante altro sangue, catena che dura un corpo e un’anima interi.

14 aprile 2014

Forse che l’Immutabile
possa essere incalzato

e agguantato dalla notte
che, desta,

veglia,

indossando un vestito rosso, il capo coperto

da un nero cappello,
gli occhi spalancati,

attenta a sorvegliarsi le spalle e il petto

affinché non le tiri calci e allunghi sgambetti?

14 aprile 2014

Non aspettarsi nulla, non voler essere nulla, non farsi domande: essere semplicemente. È questa forse l’unica beatitudine concessa.

14 aprile 2014

Nonostante io stesso non possa oppormi al destino che è imprevedibile, esso stesso, a sua volta, non può mutare o spazzare via ciò che è al centro del mio essere, il nucleo pulsante e irriducibile di quel che sono e che sento profondamente.