non ragiono

30 maggio 2014

Non ragiono. Su te, non ragiono;

perché a ragionarci su, lascerei perdere,

lascerei che mi prenda la vita,

mi trascini nei suoi angoli,

dura come pietra. Eppure i miei occhi,

gli occhi d’un muto, parlano più della bocca,

sciorinano colate di parole irte e dispettose

come le movenze di un gatto

nella stagione degli amori.

Non ragiono, lo sai, se mi stai d’innanzi,

come una chiave appesa ai calzoni

di una guardia, per un prigioniero.

E talvolta ragiono, ragiono eccome,

di libertà, di volontà, fuga,

fuggire da te, penso

e penso che sia l’unica strada,

ma la libertà è una conquista, ardua come una solitudine secca,

senz’acqua né pane, né cielo in cui possa specchiarsi un mare,

un cielo chiaro la tua pelle, chiara, che si specchia

negli occhi di un mezzo cieco, un cieco che vede a metà

se stesso, e l’altra metà resta abbagliata, naufragata.

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