il tuo profumo

8 dicembre 2013

Amo il tuo profumo,

quel profumo che indossi

dal mattino a sera

senza pensarci, senza riflettere.

In quel profumo ci sei tu,

tutta la tua vita.

Non lo hai scelto,

non puoi cambiarlo,

neanche se tu volessi,

è per questo che lo amo,

come amo il mio amore per te,

perché resta tuo,

nonostante tutto,

nonostante il mondo.

Un profumo non è una maschera,

ma è uno specchio che non mente:

te lo porti dietro, sempre.

Annunci

Vorrei non averti segreta.

25 novembre 2013

Vorrei non averti segreta.

Così la mente, di cristallo,

sarebbe l’acqua che disseta

il dubbio. Risalendo la china

dei tuoi desideri, la volontà

si librerebbe sugli astri, immersa

nel blu cupo delle sue notti,

legate alla ruota del tempo.

Darkroom

8 novembre 2013

Lost soul, lost mind
in the dark night,
empty night, now
my life.

My soul is alone
It’s here, but not here,
dancing lost there
where is space
of your heart;
my lonely room.

Tu che non vedi.

24 ottobre 2013

Sola radice
ogni parola,

agire o pensiero
ogni silenzio,

ogni assenza,
ha nel suono del tuo essere,

nel colore del tuo nome,

nell’eterno dei tuoi occhi,

nel riflesso della tua voce.

Ogni contraddizione è sensata.

Ogni cosa scorre docilmente,

in abbandono

solo al corso di un fiume
sotterraneo.

Tu che non vedi,

ti smarrisci.

La foce in vista

mi attende.

notturno

17 ottobre 2013

Ma a me non ape, non miele;

e soffro e desidero.

(Saffo – fr. 94)

Giù.

Ancora.

Questa notte.

Come tutte.

Sfinite, le parole e lo sguardo

cadono insieme,

strette,

al suolo.

Senza te.

13 ottobre 2013

Risvegliarsi nel silenzio
che non ha mani, dal mattino
che si copre il viso senza occhi,
senza luce. Un respiro, un solo respiro,
offusca i vetri della casa
tiepida, di un calore senza braccia.
Le ore, immobili, sono cani senza voce
abbaiano in un cortile vuoto.
Le rose sono appassite
senza pungere,
mentre un cuore batte ancora
senza sangue,
in un corpo senza carne.

Fragilità

16 settembre 2013

Basta un soffio d’ignoto
a denudare la fragilità del pensiero,
l’incognito agli occhi e al corpo
incendia l’immaginazione
che emana bagliori
nell’oscurità impercorribile.

Luce. (a E.)

11 settembre 2013

Il mondo è all’oscuro di te

che sei la luce che filtra

attraverso la sua porta,

illuminando il buio

su cui vi riposano

eternamente il tempo e le stelle.

Sei la via lattea che lo taglia

e ferisce il silenzio

col suo suono chiaro,

in una mattina di settembre.

Un’unica luce.

11 settembre 2013

Sei qui tra il mattino e le mie parole, sedendo

stretta al sole, chiusa nel tuo bozzolo chiaro

di capelli, gemma inconsapevole di luce.

Mentre siedi, dove sono i tuoi occhi,

lì si accosta quel chiarore che non vedi;

ah, potessi essere loro, sapere ora quale ombra

porti con te, privando la loro luce di sé.

Questa stessa luce, io cerco,

dirige ogni mio sguardo,

ogni pensiero, ogni sogno,

invisibilmente.

In questo mattino di luce e parole

sei tu che inganni il tempo.

Tutti i mattini del mondo

hanno avuto un loro splendore,

sommesso o sfavillante, di luci

visibili agli uomini.

Tutti i mattini del mondo

hanno avuto un sole, teso nell’alto cielo

tra nuvole o vuoto.

Questo, invece, io vedo

nell’unica luce che conosco;

vedo questo mattino,

l’unico al mondo

che brilla di un’unica luce,

vista da un solo uomo.

Non vede altre luci

oggi che questa:

i tuoi occhi, i tuoi occhi

nascosti tra i tuoi capelli.

Ti è cara la tua libertà

4 settembre 2013

Ti è cara la tua liberà

come a me è cara la tua presenza,

ma quando il tempo morde queste ore

mille incognite stridono a frantumare

in minuscole schegge il futuro informe.

Fino a quando durerà

questo immenso fluttuare

di conoscenza, d’ignoranza, d’amore?

D’amore?

Quale conoscenza ci sarà dono rubato

prima ancora che venga elargito?

Forse non ti conoscerò mai

non vivrò mai di te

come di me, dimentico di tutto,

ti cerco nel mio vuoto

che tu chiami libertà.

Mattini senz’anima.

3 settembre 2013

La mia bocca sussurra ai tuoi occhi

il mio silenzio, l’orecchio

accarezza la tua assenza

nella cara risonanza della tua voce,

un sogno che svanisce nell’acqua,

di questi umidi mattini,

nelle dense nuvole dall’anima fragile

come la mia, smarrita lì

dove si è ritrovata e arresa,

incatenata a te.

Una rosa nel cassetto.

2 settembre 2013

Non è sfiorita nell’attesa

questa rosa rossa,

l’ho tenuta in un impervio luogo

e segreto, volevo profumasse

il cassetto del tuo cuore

questa mattina di settembre

in cui non si è visto sole.

Sfiorirono ad uno ad uno

nei tre giorni d’attesa incerti

i pensieri;

solo uno rimase, caparbio,

dove mille se ne possono contenere,

tu, quell’unico fiore che adesso

continua a fiorire

senza tempo né attese, né passato

che morda la tenera fibra della mia mente.

Lontana.

23 agosto 2013

 

Seduto, aspetto, certo

che la luce del giorno

non ha pazienza d’aspettare,

 

dispare col corso implacabile del sole,

mentre aspetto te

come aspetterei per mille secoli,

 

e non so guardarti

mentre dormi o riposi

lievemente come una foglia,

 

con la paura, adesso,

di non riuscire a dimenticarti;

dovrei non essere io,

 

smettere anche solo per un soffio,

il tempo d’un respiro.

 

Dimenticarti, a volte,

è il solo modo per stare con te

 

anche quando non ci sei,

distante solo di uno sguardo.

119

Che pozioni ho bevuto di lacrime di sirene,

distillate da alambicchi sporchi dentro come l’inferno,

somministrando paure alle speranze e speranze alle paure,

sempre perdendo quando mi vedevo vincere!

Che sciagurati errori ha commesso il mio cuore,

quando si è ritenuto come non mai felice!

Come sono schizzati i miei occhi dalle loro sfere

nello sconvolgimento di quella folle febbre!

Oh, beneficio del male! Ora io trovo vero

che il meglio è reso dal male ancor meglio,

e l’amore rovinato, quando è nuovamente costruito,

cresce più bello di prima, più forte, assai più grande.

Così io ritorno avvilito a quel che mi contenta,

e guadagno dal male tre volte quanto ho speso.

141

In fede, io non ti amo con i miei occhi

poiché essi notano in te mille difetti;

ma è il mio cuore ad amare ciò che essi disprezzano

e, a dispetto della vista, si compiace di adorarti.

Né si deliziano i miei orecchi al tono della tua voce,

né il tenero mio tatto è incline a bassi tocchi,

né il gusto né l’olfatto ambiscono all’invito

a un banchetto dei sensi con te sola;

ma né le mie cinque facoltà né i miei cinque sensi

possono dissuadere dal servirti uno sciocco cuore,

che lascia ingovernata la mia sembianza d’uomo

per farmi schiavo e misero vassallo del tuo superbo cuore.

Senonché la mia piaga in tanto conto come mio guadagno

in quanto colei che mi fa peccare m’impartisce la mia pena.

Perché non mi domando
dove sorge il sole
e sfiori la terra la sua luce
e quando i suoi raggi
tocchino angoli remoti.
Perché ogni luce
ogni respiro
ogni desiderabile idea
è racchiusa in te
nel dolce rifugio
dei tuoi occhi
quando mi guardano.
L’ombra gelida di una oscura notte
mi strappa al tuo tepore
quando sono assorti e distanti.

Salvezza

30 luglio 2013

Rischiari con i tuoi occhi

le ombre, anche di notte,

distrai con l’oro e l’argento

dei tuoi capelli le stelle,

fai della tua voce il mio rifugio

dal silenzio dei passati giorni

senza te,

e nell’oggi, con te,

son vanificati

i perpetui inverni

e gli annosi autunni

di foglie oscure,

che hai soffiato via

dalle mie spalle.

Come immerso.

20 luglio 2013

Non posso chiederti

di non esser lontana,

ma posso io

questa terra

abitare come se fossi vento

e soffiare – come un nulla –

sabbie e sale?

 

Soltanto questo vorrei:

 

della tua lontananza

distogliere da me

il groviglio onnipresente,

 

recidere questo corpo, sciogliere

questo sale, dissolvere questo vento,

nella tua acqua, immerso e circondato,

 

e fermare il mio respiro

sulla tua bocca, confuso e cieco,

all’ombra dei tuoi capelli,

dimenticarmi

adesso, in te.

Sete

21 giugno 2013

Deserto d’incerte visioni

d’uomo di vetro, qual sono,

avvampa di sete al bacio

che poco discosto dal volto tuo

risiede, temendo del vuoto

l’approdo imminente e vago,

e nel mentre riarde un fuoco,

al suono d’esilio, freddo e vacuo,

un luogo incendia, ancora, l’arsura

incessante dell’acqua tua calma,

fonte cara, dove costante

si rispecchia un viso mai disegnato, riflesso

di un passato difeso

da lunghi silenzi, oggi deflagranti

in un lungo bacio.

dimentico

13 giugno 2013

Con te dimentico

ciò che non sono

che altri dicono o pensano

che io sia

ciò che è nascosto,

a Te

appare ogni giorno,

a Te

che non parli

e dici

parole mai udite

mai scritte

che mai avrei pensato

potessero dirsi

senza parole.

In te

20 maggio 2013

(To E.)

Un corpo silenzioso, le tue parole,

un canto di sillabe calme, di pace

in attesa paziente

che piccoli tocchi di dita

raccontino miti, tracce di dialoghi

smarriti, segreti minuti e fragili

tra accenni di fuochi e moti

d’occhi, fiaccole accese

lungo sere piovose.