Svanire

30 maggio 2012

“Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.” (C.P.)

Insiste…ma non riesco a rispondere. Penso che non serva a niente. Oggi ho avuto un capogiro, ma era come star solo su un’isola deserta. Chi ti sta intorno forse non ci fa più caso. C’è il sole adesso, c’è il sole…ma è come se non ci fosse. Non so cosa rispondere a quella domanda, in realtà se iniziassi, potrei vomitare parole per ore ed ore, ma a cosa servirebbe, non a chi ascolta, non a me, inutili parole…adesso sono stanco, spento, vorrei solo dormire a tempo indeterminato, piombare in uno stato d’incoscienza, far finta che nulla più esista, vorrei non preoccuparmi più di quello che dico, faccio o sono, vorrei andar lontano e non tornare più, sparire…

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L’Angelo dimenticato è tornato a posarsi ed affacciarsi sulla sua fronte triste nella sera di nessuno. Ha osservato la stanza intorno a sé e ha reclinato il capo e chiuso gli occhi in ascolto. Ha udito una piccola voce, una voce di bambino, pronunciare un nome, un nome che sa di mare e rocce che si innalzano su di esso. Con gli occhi sempre chiusi, ha drizzato lo sguardo rivolto verso l’orizzonte sentendo sollevarsi gradualmente quel nome, vedendolo, sentendolo, ad occhi sempre chiusi, planare e distendersi nello spazio tra cielo e terra.

Ad un tratto, quel nome, si confuse con un alito di vento e sembrò scomparire nel silenzio. Ma era lì, si era solo mescolato agli altri elementi.

Sulla sua fronte, adesso, l’Angelo è tornato a terra, sente il peso dei suoi piedi e l’aria circostante, immobile, svuotatasi dal vento che ormai si allontana e soffia verso sud: dissolve nel silenzio quella voce, quel nome.

4 marzo 2012

“Guarderò la tua ombra, se non vuoi che guardi te, gli disse, e lui rispose Voglio essere ovunque sia la mia ombra, se là saranno i tuoi occhi.” (J.S.)