Son ritornato indietro e ti ho abbandonato sulla Luna, quando di ritorno sulla Terra ho sfiorato distrattamente la stella del mattino che s’era fatta più fredda del solito. Ti abbandonato in uno dei suoi crateri, lasciandoti nella polvere, dimentico delle tue ferite. Ho dimenticato anche quelle da quando giaci remoto come un fiore coperto dalla neve; ora sei discreto e risuoni in perpetuo nel tuo nascosto silenzio.

” Per quanto scura
la notte è passata
e non lascia che schiuma
di birra slavata
e una spiaggia
e una linea di sabbia
è il fronte di un addio
gli altri si cambino l’anima
per meglio tradire
per meglio scordare

Ma niente canzoni d’amor
mai più mi prendano il cuor
la notte è passata e le nuvole
gonfiano schiuma di Baltico e cenere
e cenere avrò…”

(Bardamu-Vinicio Capossela)

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Serenata in tua assenza.

12 giugno 2011

Aggrappato alla sospesa traccia

del tuo non sguardo

scongiuro l’abbraccio

che riaddolcisca lo stridio

di pioggia

nell’immota ‘indifferenza

dei tuoi occhi.

Sui sentieri la notte incide

solchi di respiri oscuri,

pensieri battenti di ingiurie

e ricordi

nostalgici steli

sradicati dal tempo.