fughe leggere

26 aprile 2016

 

Sarebbe bello entrare ed uscire a nostro piacimento dal nostro passato, soprattutto uscirne poi asciutti, non gravati da zavorre di pensieri, uscirne leggeri, senza scorie di pensieri che ci inseguono, senza solchi.

Poter cambiare, senza custodire, malgrado noi, zavorre d’immagini, pensieri.

14 aprile 2016

ama e fa ciò che vuoi…

2 novembre 2015

25 marzo 2015

Forse non imparerò mai, forse non smetterò mai di sbagliare, forse inseguirò sempre le mie emozioni, i sensi, i desideri, le vibrazioni, il magma sottostante la superficie apparentemente immota di me, un lago appena increspato dal vento e ribollente nelle profondità più remote di sé. Forse continuerò a seguire me stesso, le mie debolezze, il lato ostinato della mia indole caparbiamente libera, nonostante i percorsi recintati di ogni esistenza umana. Continuerò, lo so, pur sapendo che in fondo è questa la strada, è questa la rotta che nessuno ha segnato, nessuno ha compiuto. Quella strada che percorsa è già un sogno, un incantesimo, un’illusione. Eppure è l’unica che conduce alla libertà, la tua e di nessun altro. Continuerò a sbagliare, lo so. Libero come qualsiasi altro uomo solo.

Principe: io non La ho mai vista ridere. A parte il fatto che esser triste è la legge dei comici, io temo che Lei abbia sempre riso pochissimo: che non conosca il sapore di una bella risata.

Pochissimo, niente. Io non rido, sorrido. E, anche quello, raramente. Sorrido a lei, per esempio, perché è una donna: non si può mica parlare a una donna con il musone. Però vede: non è esatto nemmeno dire che io sia triste: son calmo, privo di ansia. Io l’ansia non la conosco. Deve influire, in questo, il mio residuo di sangue orientale, bizantino. Non so… starei ore e ore fermo a guardare il cielo, la luna. Io amo la luna, assai più del sole. Amo la notte, le strade vuote, morte, la campagna buia, con le ombre, i fruscii, le rane che fanno qua qua, l’eleganza tetra della notte. È bella la notte: bella quanto il giorno è volgare. Il giorno… che schifo! Le automobili, gli spazzini, i camion, la luce, la gente… che schifo! Io amo tutto ciò che è scuro, tranquillo, senza rumore. La risata fa rumore. Come il giorno.

18 dicembre 2014

29 novembre 2014

29 novembre 2014

29 novembre 2014

26 novembre 2014

Quando questo mondo dirà la verità, quando la coerenza e l’autenticità saranno la sua sostanza, scomparirà definitivamente.

stay

15 novembre 2014

Wislawa Szymborska

10 novembre 2014

Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore mai perdonerebbe.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi sui ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
sulla questione aperta.

1 novembre 2014

L’amore non basta. Amare non basta. Quel che resta è solo la nostalgia d’assoluto.

16 ottobre 2014

Tu esisti, al di là del pensare altrui.

14 ottobre 2014

“«Sei tu
Sei tu
Sei tu
Chi può darti di più?»
(CCCP)

Che nessuno sappia
come sei veramente,
altrimenti faranno di te
quel che vogliono.
Mai perdere il proprio tesoro, mai.

13 ottobre 2014

C’è qualcosa, un fondo, nel quale giace oscuro un accaduto. Tracce passeggere, immagini di istanti che si affacciano alla memoria fulmineamente. Tutto è in esso. Attraversarlo, affrontarlo, interrogarlo con lucidità e coraggio per ritornare alla superfície avendo di lui una visione ormai chiara, innocua.

9 ottobre 2014

Omnia mea me cum porto

Com’è facile dimenticarmi per te, com’è facile addormentarti senza dirmi nulla.
Per me nulla è facile quanto aspettarti desto sul cuore con gli occhi nel buio.

25 settembre 2014

Allô!
Chi parla?
Mamma?
Mamma!
Vostro figlio è magnificamente malato!
Mamma!
Ha l’incendio del cuore.
Dite alle sorelle Ljuda e Olja
ch’egli non sa più dove salvarsi.
Ogni parola,
persino ogni burla
ch’egli vomita dalla bocca scottante
si butta come nuda prostituta
da una casa pubblica che arde.
Gli uomini annusano:
odor di bruciato!

Raccozzano dei tipi strani.
Rutilanti!
Con gli elmi!
A che scopo quegli stivaloni!
Dite ai pompieri:
sul cuore ardente ci si arrampica con le carezze.
Farò da me.
Rotolerò come botti gli occhi gonfi di lacrime.
Lasciatemi appoggiare alle mie costole.
Salterò! Salterò! Salterò! Salterò!
Sono crollati.
Non puoi saltare dal proprio cuore!
Sul viso in fiamme
dallo spacco delle labbra
un piccolo bacio carbonizzato cresce per lanciarsi.

(Vladimir Vladimirovič Majakovskij)

25 settembre 2014

Passerò trascinando il mio enorme amore

in quale notte delirante e malaticcia?

 

 

Da quali Golia fui concepito

così grande,

e così inutile?

 

(Vladimir Vladimirovič Majakovskij)